Coppie – Valigia Blu

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Un diritto che non ne sacrifica altri

In Spagna o Francia o Austria non viene usata la parola “frocio” per offendere qualcuno, se non per scherzare davvero. Non c’è automaticamente un valore negativo associato al fatto che si ama o si vuole andare a letto con una persona del medesimo sesso.

Non saprei adesso come potrebbe cambiare la nostra vita se venisse approvata una legge che ci equiparrebbe alle coppie etero. Io e il mio compagno stiamo insieme da due anni, e per il momento non è successo nulla che ci mettesse di fronte alla pura verità: cioè che abbiamo gli stessi diritti che hanno due studenti che dividono un appartamento. Credo che non ci sia bisogno però di finire in ospedale o di morire per scoprirlo.

Da un punto di vista più ampio, credo che sia venuto il momento per il Paese di prendere coscienza di qualcosa che esiste. Gli omoaffettivi esistono, convivono, lavorano e pagano le tasse. Gli omoaffettivi sono coloro i quali possono amare solo una persona del loro stesso sesso. Amare, per questo li chiamo omoaffettivi, e non semplicemente andarci a letto, come suggerisce la parola “omosessuale”. Non è una scelta, non è un capriccio, non è una banale questione di organi genitali. Possono innamorarsi e provare le sensazioni che la maggioranza degli individui prova serenamente durante la propria esistenza, ma soltanto verso persone del loro stesso sesso.

Riconoscere dei diritti che sono ormai la norma nella maggior parte dei Paesi avanzati, potrebbe renderci meno schiavi dell’approvazione altrui. Ci sarebbe cioè una tutela legale, e non più soltanto la buona sorte di fronte al funzionario in ospedale il quale potrà decidere se far entrare oppure no il proprio compagno, o di fronte al proprietario di casa che potrà decidere se modificare l’intestatario dell’affitto per non costringere allo sfratto il compagno rimasto in vita. Ci sono molti casi in cui la famiglia è ostile al compagno o alla compagna proprio perché non accetta l’orientamento affettivo del loro familiare, e quindi la tutela legale serve ancora di più rispetto alle situazioni “standard”.

È un’aggiunta di diritti che non ne sacrifica altri. E potrebbe essere un salto in avanti per chi si sta ancora nascondendo. Per chi si sposa con una persona dell’altro sesso, sapendo che avrà una vita piena di bugie, che scapperà da un luogo all’altro per avere incontri fugaci con chi gli piace davvero, ma che non potrà mai amare poiché questo non è socialmente conveniente.

Anche noi abbiamo una vita parziale in quanto coppia. Sanno di noi soltanto quelli che immaginavamo non ci avrebbero causato sofferenze, e a volte facciamo fatica a incontrare chi non lo sa. Crediamo di aver fatto molti passi in avanti da quando avevamo paura di destare il minimo sospetto. Oggi viviamo insieme tutti i giorni e ignoriamo chi potrebbe non accettare questo nostro amore, almeno finché possiamo. Tuttavia, vorremmo rilassarci.

Vorremmo non avere paura che qualcuno possa ancora usare il nostro essere più profondo come arma per ferirci o avere delle ragioni che non ha.
Vorremmo poter dire che lo Stato italiano ci riconosce come entità perché non siamo un capriccio momentaneo e nemmeno una bizzarra predilezione per una pratica sessuale. Siamo un’espressione di amore, l’unico di cui siamo capaci. E chiedere ad un essere umano di rinunciare ad amare (si! amare anche fuori dalla propria stanza da letto!), è un atto che solo i codardi possono permettersi


Segnalato da:
Andrea Sarlo

Categories:   Segnalazioni

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